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Elezioni : Amministrative 2006
da Forum Famiglie Puglia
LETTERA APERTA AI CANDIDATI PUGLIESI

di Forum Puglia
I cinque punti programmatici a favore della vita e della famiglia - Il Forum invita a sottoscrivere il manifesto: "Una politica per la famiglia"
Il tema delle Politiche familiari è certamente centrale nel dibattito in corso in Regione Puglia e non può non trovare il suo spazio, anche a livello locale, nei 66 Comuni pugliesi chiamati al voto il 28 e 29 maggio prossimi.
Il Forum regionale delle associazioni familiari, forte della rappresentanza di migliaia di famiglie pugliesi, avendo stabilito un confronto puntuale con le istituzioni su questo tema, chiede ai candidati in lizza di sottoscrivere il presente documento, impegnandosi a portare a realizzazione quanto ivi indicato.

I nostri Padri costituenti hanno previsto, a fianco dell’Articolo 2 della Costituzione (“La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”), anche l’articolo 29 (“La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio è ordinato sull'eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare”). Se la famiglia fondata sul matrimonio non fosse stata meritevole di specificazione e di particolare tutela, non sarebbe stato necessario scrivere l’articolo 29: l’articolo 2 sarebbe stato più che sufficiente.

La tutela della vita, invece, ha trovato nel tempo uno spazio sempre maggiore e ormai irrevocabile nella nostra giurisprudenza costituzionale, che ha inserito a pieno titolo il diritto alla vita fin dal concepimento fra i diritti inviolabili della persona ai sensi dello stesso articolo 2 della Costituzione (cfr sentenza 35/97).

ECCO IL MANIFESTO:

L’impegno delle Amministrazioni Locali a favore della vita e della famiglia
discende dal dovere civico di difesa dei fondamenti della nostra società.


1. L’arrivo di un figlio è un arricchimento per la società. L’Amministrazione Comunale deve aiutare e sostenere chi accoglie una nuova vita.

Pertanto vanno previsti interventi quali:

a. Prevedere nelle graduatorie per l’assegnazione di case popolari e di contributi all’affitto, un punteggio supplementare in caso di gravidanza in atto da parte della richiedente
b. Conteggiare in ogni tipo di graduatoria in cui viene preso a riferimento il numero dei componenti del nucleo familiare anche il nascituro
c. Identificare uno specifico stanziamento nell’ambito del Budget assegnato ai Servizi Assistenziali destinato all’aiuto economico di emergenza a donne in gravidanza difficile, con contestuale diffusione di apposito materiale informativo e di formazione per gli addetti ai servizi consultoriali
d. Stipulare convenzioni con le realtà associative che promuovono e favoriscono l’assistenza e la tutela della vita per la prevenzione dell’aborto e per l’erogazione di servizi di assistenza/accoglienza di donne in gravidanza con problemi economici e/o familiari.
e. Rilanciare, per quanto di competenza dei Comuni, il ruolo e la qualità del servizio dei Consultori Familiari, statali e non statali, specialmente per quanto riguarda la prevenzione dell’IVG e l’applicazione integrale della legge 194.


2. Una politica per la famiglia non è fatta di interventi di settore, ma si rivolge alla famiglia in quanto tale, seguendo il ciclo di vita familiare, che esprime bisogni e risorse diverse nel tempo. Inoltre, una politica per la famiglia non è fatta di interventi assistenziali, ma punta a promuovere e a valorizzare la capacità della famiglia e delle famiglie di autoprodurre i servizi di cui ha bisogno, sia di formazione che di cura.

Pertanto vanno previsti interventi quali:

a. Al fine di alleviare il carico familiare, specialmente alle donne, promuovere un progetto dedicato alla studio e successiva ottimizzazione dei “tempi” della città. Orari di scuole, uffici, attività commerciali dovranno essere analizzati per individuare le possibili soluzioni in grado di far conciliare ai cittadini i compiti di cura con i doveri professionali.
b. Potenziare l’offerta di asili nido, invitando le grosse aziende ed enti cittadini, a creare nidi aziendali, promuovendo la nascita di micro-nidi condominiali o di zona, procedendo alla stesura di apposite convenzioni da sottoscrivere con enti dotati di infrastrutture adeguate (es. parrocchie, oratori).
Tutta l’offerta di nidi dovrebbe, ovviamente, prevedere accessi agevolati e preferenziali per le famiglie a basso reddito e numerose.



c. Sostegno alle scelte di cura che prevedono la permanenza in famiglia dei membri deboli (disabili, anziani, ecc.) attraverso aiuti professionali, fornendo servizi di supporto, anche economici, in forma di contributi o agevolazioni,che possono garantire una buona qualità di vita.
d. Promozione di centri per la famiglia, strutture di aggregazione, auto-formazione e mutuo-aiuto familiare, da diffondere capillarmente sul territorio, ed in grado di fare rete con i servizi pubblici;
e. Istituzione di sportelli- famiglia, presso ogni circoscrizione, o all’interno dei suddetti centri per la famiglia;
f. Creazione di alternative concrete e credibili agli istituti per minori in fase di chiusura, tenendo conto che la famiglia è uno strumento reale di accoglienza e solidarietà, se adeguatamente provocata, sollecitata e coinvolta, e che le associazioni familiari sono attori insostituibili in questa delicata fase di cambiamento
g. Individuare modalità concrete di incentivo e sostegno alle famiglie disposte a fare una scelta di accoglienza di un minore in affido, prevedendo adeguati supporti da parte dei Servizi e di idonee figure professionali. Evitare di considerare “chiuso” l’affido al raggiungimento della maggiore età da parte del minore e mantenere quindi in essere il progetto di aiuto fino alla completa risoluzione della situazione che ha originato il distacco del minore dalla sua famiglia.


3. Una politica per le famiglie riconosce il valore sociale del matrimonio e dei figli e attua una politica fiscale che le favorisca

Pertanto vanno previsti interventi quali:

a. Tarsu : porre un limite al numero dei componenti “paganti” per il calcolo della tassa sulla raccolta delle immondizie sapendo che i nuclei più numerosi, in rapporto, producono, statisticamente, meno immondizie dei singoli. Nei Comuni che prevedono la tariffa sui rifiuti, prevedere sconti per le famiglie numerose, in proporzione al numero dei membri.
b. Ici: prevedere una metratura minima esente “minimo spazio vitale” e calcolare le tasse sull’eccedenza o in seconda, prevedere l’esenzione massima per le famiglie dai 3 figli in su sulla prima casa. (articolo 31 della Costituzione) o almeno la tariffa minima richiesta a livello nazionale, con ulteriore detrazione per le famiglie numerose e con redditi inferiori ad una soglia sociale.
c. Tutte le suesposte riduzioni dovrebbero essere introdotte a prescindere dal reddito familiare.
d. Istituzione da parte delle Amministrazioni Locali, di “family card” per l’accesso ai servizi pubblici locali.
e. Modificare i regolamenti comunali per favorire le coppie sposate o che intendono sposarsi, nelle graduatorie delle case popolari, dei contributi affitto, specialmente se nel nucleo familiare è presente un disabile, un anziano, od in presenza di famiglie numerose, nuclei familiari con un solo genitore, donne gravide in difficoltà economica , ecc.
f. Privilegiare nelle scelte urbanistiche, i bisogni del bambino, con sviluppo di aree per il gioco nei quartieri e nei parchi pubblici e di percorsi protetti dal traffico veicolare.


4. Valorizzazione del ruolo educativo della famiglia fin dalla prima infanzia

La famiglia è la prima responsabile della crescita e dell’educazione dei figli, quindi anche l’ente pubblico deve tener conto dell’importanza di promuovere il compito educativo della coppia parentale, anche attraverso la realizzazione di Scuole Genitori, da istituire in modo capillarmente diffuso sul territorio municipale, in collaborazione con le Associazioni Familiari, le Circoscrizioni e le Università.

E’ necessario inoltre che , anche nella scuola, la famiglia possa svolgere il proprio ruolo originale e originario di corresponsabilità educativa, sancito dalla riforma, senza “deleghe in bianco”, contribuendo a definire in modo concordato con i docenti il percorso scolastico personalizzato dei propri figli. Solo così è possibile costruire un’alleanza educativa nella scuola.
E’ altresì necessario garantire l’autonomia costituzionale delle istituzioni scolastiche, ma anche raggiungere la piena parità tra scuole statali e non statali. Chiediamo infine, nell’ottica di una piena accoglienza e della massima garanzia delle stesse opportunità, di assicurare tutte le attenzioni nei confronti delle diversità, di abilità come di provenienza o di condizione familiare.
E’ necessario inoltre:
a. che i Comuni prevedano e realizzino mense e trasporti scolastici, concedendo specifiche agevolazioni per famiglie numerose, anche per quanto riguarda il pagamento delle rette di frequenza delle scuole materne.
b. Valorizzare le “banche del tempo”, sia rispetto ai carichi assistenziali, sia rispetto ad altre esigenze quotidiane delle famiglie;
c .coinvolgere i genitori nella progettazione di interventi ed iniziative di animazione estiva, rivolti ai bambini ad alle famiglie;
d. intervenire sugli edifici scolastici, ove i ragazzi trascorrono buona parte della giornata per renderli non solo funzionali ma anche accoglienti e fruibili senza difficoltà, con l’abbattimento delle barriere architettoniche e la realizzazione di spazi realmente “a misura di bambino”
e. sostenere e valorizzare le iniziative di famiglie e associazioni volte a diffondere pensieri ed azioni improntate al consumo responsabile e all’economia solidale.

5. Una politica per le famiglie deve ascoltare la voce delle famiglie e promuovere il ruolo delle associazioni familiari, riconoscendone la reale rappresentanza politica come parti civili che esprimono e tutelano i bisogni, le risorse e i diritti delle famiglie.

Pertanto va prevista:

a. L’Istituzione di un Assessorato Comunale per la Famiglia.
b. La promozione dell’Associazionismo Familiare, con autonomo potere di rappresentanza delle Associazioni presso l’Amministrazione, tramite appositi organismi insediati presso il Governo locale (Consulta Cittadina delle Associazioni Familiari). La Consulta delle associazioni Familiari potrà avvalersi di competenze scientifiche (Università, Centri di Ricerca,..) allo scopo di svolgere una funzione di rilevazione e monitoraggio dei bisogni delle famiglie del territorio.
c. La creazione di tavoli di confronto paritetici fra Associazioni e Istituzioni pubbliche, dotati non solo di competenze consultive, ma anche di funzioni di programmazione di nuove politiche familiari.
d. L'individuazione di strumenti di verifica dell'efficacia degli interventi di settore realizzati, oltre che dello stato di attuazione e di finanziamento delle leggi in materia di famiglia.
MODULO SOTTOSCRIZIONE.zip 23/05/2006

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