Utilità : Cittadinanza Attiva
da La Gazzetta del Mezzogiorno
Truffe con enciclopedie tra Veneto e Puglia


Sei ordinanze di custodia cautelare da parte della Guardia di finanza. Il giro di affari sarebbe di decine di milioni di euro ai danni di famiglie ridotte sul lastrico
PADOVA - Sei ordinanze di custodia cautelare da parte della Guardia di finanza nell’ambito di un’indagine su una presunta organizzazione che avrebbe truffato migliaia di persone con contratti capestro per l'acquisto di enciclopedie. I finanzieri stanno notificando per lo stesso motivo anche 30 avvisi di garanzia. I sei destinatari degli ordini di custodia, residenti fra Padova e Bari, sono accusati di associazione a delinquere finalizzata alla truffa.
Si tratta della conclusione di un’operazione denominata Master. L’indagine, durata più di un anno, avrebbe scoperto un’organizzazione che secondo l’accusa truffava migliaia di persone in tutta Italia con centinaia di party in alberghi di lusso; al termine degli incontri, i partecipanti venivano convinti a firmare contratti vincolanti per migliaia di euro in cambio dell’acquisto di enciclopedie multimediali del valore di poche centinaia di euro.
Secondo le denunce raccolte dalle Compagnie della Guardia di finanza di tutta Italia, i presunti organizzatori dell’associazione, con base a Padova, telefonavano a casa delle potenziali vittime, promettendo la vincita di un televisore al plasma o altri beni, poi pagati in media fino a settemila euro. Con questo meccanismo, alcune delle famiglie raggirate sono state ridotte sul lastrico e costrette ad indebitarsi.
Il giro d’affari del sodalizio criminale, ancora in fase di quantificazione, sarebbe di decine di milioni di euro.

Centinaia le vittime in tutta Italia e alcuni milioni di euro incassati dagli indagati.
I clienti, in prevalenza operai, pensionati e disoccupati, venivano contattati telefonicamente da ragazze che con tono affabile invitavano la famiglia, il fine settimana, in un hotel per il ritiro gratuito di un premio senza alcun obbligo di acquisto. Una volta negli alberghi, secondo quanto accertato dai finanzieri coordinati dal pm padovano Federica Baccaglini, i «fortunati» venivano accolti e accompagnati in una sala dove erano esposti vari prodotti: enciclopedie multimediali, pc, televisori, videocamere, scooter, coperte, materassi, pentole.
In un clima di confusione, con musica ad alto volume, venditori e direttori di sala si alternavano nelle trattative di vendita, promettendo omaggi di cospicuo valore e pagamenti rateali di importi esigui e senza interessi. In questo modo condizionavano psicologicamente le vittime, inducendole ad acquistare merce, in alcuni casi fino a 7.000 euro. Per ogni contratto firmato i venditori facevano partire un applauso che coinvolgeva tutta la sala, così da condizionare anche i potenziali clienti più titubanti.

Dopo qualche giorno veniva consegnata la merce: in questa circostanza il cliente si rendeva conto di essere stato truffato, scoprendo che l’importo da pagare non era quello indicato nel contratto ma tre volte superiore. Sempre nel corso della consegna, venivano cambiate le modalità di pagamento concordate e al posto di piccole rate mensili, senza interessi, venivano proposti pagamenti a mezzo cambiali, assegni post-datati o, in alternativa, finanziamenti, con rate mensili di gran lunga superiori a quelle preventivate con fino al 14-15%. Chi tentava di recedere dal contratto o rifiutava la merce avrebbe ricevuto minacce di azioni legali o il pagamento di una penale pari al 33% dell’importo contrattuale.
11/03/2008

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